S. Leone Magno richiama tutti al bene comune, mentre Favara deve affrontare una sfida nuova !

Oggi  memoria da S. Leone Magno, un richiamo al bene comune anche a Favara.–Anche a Favara, perché siamo all’antivigilia di un momento particolarmente importante della vita cittadina, come la prima riunione del nuovo Consiglio Comunale, che logicamente ha come primo punto all’odg, l’elezione del suo Presidente.

Ciò avviene a meno di un mese di distanza dal rinnovo, liberamente democratico, secondo le norme in vigore,  degli organi di governo amministrativo di questa travagliata città.

Nelle recenti elezioni, sono stati  rinnovati profondamente sia il Consiglio Comunale, che è la massima assise cittadina, rappresentativa dell’intera comunità per quanto riguarda quello che in democrazia è il potere legislativo, sia l’organismo  a cui è affidato il potere esecutivo, cioè la Giunta con il gruppo di Assessori,  scelti dal Sindaco, che, a sua volta,  è stato eletto direttamente dai cittadini. A  cui perciò, con questa elezione diretta, come dice la legge, è stato totalmente affidato, quello che in democrazia viene chiamato il potere esecutivo.

La decisione del popolo sovrano, manifestata da quelli  che sono andati a votare, ha scelto il  Sindaco Palumbo (nella foto)  e 24 Consiglieri,  in ruoli diversi,  unicamente per puntare al bene di questa  città, da troppo tempo provata e nella situazione che tutti conosciamo.

Quanti sono andati a votare, hanno mostrato ancora fiducia nella possibilità di una politica amministrativa diversa nei fatti.

E  perciò hanno superato quell’avversione causata dalla mala politica che ha prodotto quell’astensionismo allarmante, condannato da tutti, di cui bisogna responsabilmente tenere conto e che provvidenzialmente – mi pare – abbia registrato condanna, anche di chi è stato al governo amministrativo, sentendosi, a ragione, più direttamente chiamato in causa.

Adesso alla vigilia, non fa bene alla città ed all’opinione pubblica più responsabile, apprendere  di liti e lacerazioni per la conquista di una poltrona che dovrà essere, – (davvero e non solo  a parole) –  di servizio per puntare unicamente al bene della città, mettendo da parte anzitutto interessi personali e poi  visioni ideologiche preconcette.

Così come, d’altra parte, suggerisce anche una lettura pacata di quanto avvenuto: cioè un popolo che ha manifestato la sua indignazione, in parte in  una forma sterile come l’astensionismo, ed  in parte in forma democratica responsabile, andando a votare ed usando largamente,  la possibilità del voto disgiunto.

Ne è scaturita una sfida nuova per tutti !  a cui sono chiamati direttamente quanti sono stati eletti, nei diversi ruoli,  secondo le procedure previste dalle norme democraticamente in vigore.

Scrivo la presente nel giorno in cui il calendario ci ricorda la figura di S. Leone (eletto dal clero e dal popolo, Papa dal 440 al 461),   a cui la storia ha dato il tiolo di “Magno” perché con grande senso di responsabilità e  con  la sua autorità morale riuscì a salvare prima l’Italia dalla devastazione di Attila re degli Unni e poi, qualche decennio dopo, la città di Roma, depredata dai Vandali, che si apprestavano  alla completa e totale devastazione con l’incendio, riuscendo a fare riflettere  il loro capo   Genserico, che decise di andarsene con i suoi senza appiccare il fuoco e risparmiando soprattutto le tre maggiori basiliche di San Pietro, San Paolo e San Giovanni in Laterano, in cui  la popolazione terrorizzata aveva trovato rifugio durante i giorni del saccheggio.

Un’imporrante pagina di storia questa che ricorda come la  Chiesa tutta, formata da tutti i battezzati, nella diversità dei ruoli e vocazioni specifiche, oltre alla cura e preoccupazione per le anime, contemporaneamente, mai ha trascurato  e mai può in coscienza trascurare   di tutelare gli affari temporali che riguardano il bene dei singoli e ancora di più di una comunità, che nel  caso  specifico è Favara.

10-XI-2021

Diego Acquisto

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E se a presiedere il Consiglio comunale fosse una donna!?

di giuseppe.moscato su sicilia on presse10/11/2021 —in Evidenza, Favara, Politica

Potrebbe essere una donna a presiedere il Consiglio comunale di Favara.

I consiglieri comunali della coalizione Montaperto sono 13

L’ipotesi non è da scartare, anzi sembra che possa prendere piede dopo l’ultima riunione della coalizione del candidato a sindaco Salvatore Montaperto, che ha la maggioranza in consiglio comunale, 13 consiglieri su 24, ma che sembra non aver trovato la quadra nè sul candidato “naturale”, il primo degli eletti Salvatore Fanara, né sul capo dell’opposizione,  Salvatore Montaperto.

I Consiglieri comunali della coalizione Infurna sono 8

Sarebbe la prima volta di una presidenza in “rosa” per Favara, e forse anche una normale prosecuzione del primo sindaco donna  nella storia di Favara con Anna Alba. Potrebbe essere addirittura una candidatura “unitaria” ed essere votata da tutto il Consiglio comunale, sia dai consiglieri della coalizione Infurna che da quelli di maggioranza del sindaco Palumbo (che sono 3), a prescindere dallo schieramento e dell’appartenenza partitica, e ben gradita anche alle altre due donne presenti in Consiglio Comunale, Marianna Zambito e Miriam Indelicato

Tutto è demandato al risultato delle riunioni che sono state programmate da qui a venerdì 12 novembre, giorno in cui si riunirà per la prima volta il Consiglio comunale di Favara, per il giuramento dei consiglieri e del sindaco e per eleggere il presidente ed il suo vice.

I Consiglieri comunali di maggioranza

 

 

 

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