Ascoltare il grido dei poveri.  “Non c’è pace senza giustizia” dice Papa Leone XIV

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5-Edit.RF 101-lun. 24-11-2015—Papa– ascoltare il grido dei poveri.  “Non c’è pace senza giustizia”

 Un cordiale saluto a tutte le nostre gentili radioascoltatrici ed a tutti i nostri radio-ascoltatori  da parte mia don Diego Acquisto e per la parte tecnica ed organizzativa ai fratelli Lillo ed Alberto D’Anna…e da Antonio Azzaretto…

 Vogliamo parlare in questa nostra conversazione del  Giubileo dei poveri di qualche domenica fa…quando Papa Leone si è pure intrattenuto a pranzo  con oltre 1.300 indigenti ….mentre all’Angelus, oltre che parlare dei poveri , non è mancato  il richiamo alla «martoriata Ucraina» sotto le bombe russe:…..affermando con forza :  «Non abituiamoci alla guerra»…..con un  forte richiamo anche ai credenti, invitandoli a non condividere certa spiritualità distorta…infatti …proprio ai credenti ha ripetutamente ricordato, così come in altre occasioni…. «No all’intimismo religioso….. No all’intimismo religioso che porta al disimpegno verso gli altri»…..a voler dire che la vera fede…mai…mai può portare a disinteressarsi degli altri…soprattutto dei poveri….

La stampa parlando di questa giornata giubilare…ha parlato giustamente di un abbraccio ai bisognosi ….. ai bisognosi e agli scartati.

La Basilica Vaticana  ha  ospitato  la Messa per il Giubileo dei poveri….e poi  in piazza San Pietro….una piazza piena  … piena di “pellegrini di speranza” ….e siccome Papa Leone ha detto che la «basilica è piccola» e non riesce a contenete tutti, ….ecco che si è presentato a sorpresa sul sagrato prima della celebrazione per salutare la folla che poi, al momento dell’Angelus, ….questa piazza è risultata piena  di oltre 40mila persone. E poi nell’Aula Paolo VI  il Papa ha pranzato insieme con oltre 1.300 indigenti.

Gli ultimi che da emarginati e nascosti….sono diventati  i protagonisti  in questa recente  domenica in cui si è celebrata la Giornata mondiale dei poveri istituita da papa Francesco nel 2017.

Perché – ha tenuto a sottolineare il Papa –  la «Chiesa, ancora oggi, forse soprattutto in questo nostro tempo… ancora ferito da vecchie e nuove povertà, vuole essere madre dei poveri,….vuole essere  luogo di accoglienza e di giustizia»,….. come ha spiegato nell’omelia citando il suo primo documento magisteriale, cioè… l’esortazione apostolica “Dilexi te ……un’esortazione….dedicata proprio all’amore per i poveri. Un testo, ….ha chiarito  all’Angelus, che «papa Francesco stava preparando negli ultimi mesi di vita e che con grande gioia –ha detto– io  ho portato a termine.». Ed ha  ringraziato  diocesi, parrocchie e realtà ecclesiali e non  che hanno offerto….e continuano ad offrire… segni di solidarietà e vicinanza.

E poi…..Papa Leone XIV a sorpresa è andati  sul sagrato della Basilica Vaticana per salutare la folla …..una folla immensa di pellegrini …

Il Pontefice si fa accanto ai dimenticati. E si fa interprete dei loro disagi lanciando poi … durante l’Angelus una serie di appelli. Il più accorato è ai «capi degli Stati e responsabili delle nazioni» perché ascoltino «il grido dei più poveri».  —-Il suo pensiero è andato poi…. ai profughi di guerra e ai migranti.

Non ci potrà essere pace senza giustizia e i poveri ce lo ricordano in tanti modi, — ha tenuto a precisare—con il loro migrare come pure con il loro grido tante volte soffocato dal mito del benessere e del progresso che non tiene conto di tutti, e anzi dimentica molte creature lasciandole al loro destino».

All’Angelus  poi …ha ricordato….—e lo fa spesso)— la «martoriata Ucraina» sottoposta a bombardamenti che «causano vittime e feriti, tra cui anche bambini, e ingenti danni alle infrastrutture civili, lasciando le famiglie senza casa ….mentre il freddo avanza».

Per questo Paese invaso dalla Russia di Putin…. il Papa invoca una «pace giusta e stabile». E ammonisce: «Non possiamo abituarci alla guerra e alla distruzione E sintetizzando al massimo….il Papa rivolgendosi  a chi si dice credente….afferma che  «La questione dei poveri riconduce all’essenziale della nostra fede, che per noi essi sono la stessa carne di Cristo e non solo una categoria sociologica», afferma Leone XIV. E avverte: «Non dobbiamo vivere una vita ripiegata su noi stessi e in un intimismo religioso che si traduce nel disimpegno nei confronti degli altri e della storia. Al contrario, cercare il Regno Dio implica il desiderio di trasformare la convivenza umana in uno spazio di fraternità e di dignità per tutti, nessuno escluso». ….Perché,  ha aggiunto, «è sempre dietro l’angolo il pericolo di vivere come dei viaggiatori distratti,…..distratti e noncuranti della meta finale e disinteressati verso quanti condividono con noi il cammino». Non solo. C’è bisogno di «essere sempre più coscienza critica nella società», …..sottolineando ed  incoraggiando l’azione degli operatori della carità e dei volontari.

E chiede di guardare ai santi che «hanno servito Cristo nei più bisognosi»,

Quando il Papa parla di miseria, non fa riferimento solo alla mancanza di mezzi e risorse. «Quante povertà opprimono il nostro mondo! Sono anzitutto povertà materiali, ma vi sono anche tante situazioni morali e spirituali, che spesso riguardano soprattutto i più giovani. E il dramma che in modo trasversale le attraversa tutte è la solitudine».

Perciò,  Papa leone ha aggiunto…, serve «guardare alla povertà in modo integrale, perché certamente occorre a volte rispondere ai bisogni urgenti, ma più in generale è una cultura dell’attenzione quella che dobbiamo sviluppare, proprio per rompere il muro della solitudine». Da qui il richiamo a «essere attenti all’altro, a ciascuno, lì dove siamo, lì dove viviamo, trasmettendo questo atteggiamento già in famiglia, per viverlo concretamente nei luoghi di lavoro e di studio, nelle diverse comunità, nel mondo digitale, dovunque, spingendoci fino ai margini e diventando testimoni della tenerezza di Dio».

E con quest’ultimo pensiero…..ancora…. un cordiale saluto a tutte le nostre gentili radioascoltatrici ed a tutti i nostri radio-ascoltatori da parte mia don Diego Acquisto e per la parte tecnica ed organizzativa ai fratelli Lillo ed Alberto D’Anna…e da Antonio Azzaretto…

 

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