Forte richiamo dei Vescovi italiani a conclusione dell’Assemblea straordinaria

Mentre tutta l’attenzione dei media è unicamente concentrata sulla nuova traduzione italiana di Padre nostro e Gloria, con qualche significativa innovazione per cogliere meglio il testo originario, rischia di passare inosservato invece, un richiamo chiaro e senza equivoci, che si coglie nel comunicato ufficiale, per una migliore celebrazione della Messa. Che è la celebrazione dell‘Eucaristia, sacrificio della nuova ed eterna alleanza, che supera immensamente la portata di tutte le altre preghiere, quindi “cuore” della Chiesa.
Un richiamo – quello dell’Assemblea straordinaria della CEI che ha concluso ieri i suoi lavori – rivolto a tutti, popolo di Dio e Ministri ordinati che presiedono le assemblee liturgiche. Dove non infrequentemente in questi anni, sicuramente a tutti è capitato di notare come nel positivo desiderio di coinvolgere di più e meglio i fedeli, da parte del celebrante sono state introdotte o comunque tollerate modalità inappropriate se non proprio quasi irrispettose del mistero che si celebra. E non solo per quanto riguarda i canti, per in quali i Vescovi promettono pure e suggeriscono una maggiore attenzione, ma anche nell’organizzazione dell’insieme, chiamando i fedeli ai vari ruoli ministeriali, dalla raccolta delle offerte, alla processione offertoriale, alla proclamazione delle letture, all’introduzione ai diversi momenti celebrativi, spesso improvvisata ed affidata alla spontaneità. Senza per questo cadere in un arido ritualismo formalistico.
Difficile non cogliere il senso del richiamo quando oltre a suggerire lanecessità di un grande impegno formativo”, si aggiunge che “si coglie la stonatura di ogni protagonismo individuale, di una creatività che sconfina nell’improvvisazione, come pure di un freddo ritualismo, improntato a un estetismo fine a se stesso”.
La liturgia, hanno evidenziato i vescovi, coinvolge l’intera assemblea nell’atto di rivolgersi al Signore e perciò : “Richiede un’arte celebrativa capace di far emergere il valore sacramentale della Parola di Dio, attingere e alimentare il senso della comunità, promuovendo anche la realtà dei ministeri. Tutta la vita, con i suoi linguaggi, è coinvolta nell’incontro con il Mistero: in modo particolare, si suggerisce di curare la qualità del canto e della musica per le liturgie”.
E quindi non solo la nuova versione del Padre nostro (“non abbandonarci alla tentazione”) e dell’inizio del Gloria (“pace in terra agli uomini, che Egli ama” (“amati dal Signore” nel canto), ma anche e soprattutto una maggiore attenzione complessiva alla pastorale liturgica .
E la riconsegna al popolo di Dio della nuova edizione del Messale Romano vuole costituire l’occasione per stimolare ad un maggiore e migliore impegno di rinnovamento della Comunità nella partecipazione ai sacri misteri, con particolarissimo riferimento alla Messa.
Diego Acquisto
16-11-2018

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