Ricordare giova…LETTERA APERTA ALLE CANDIDATE A SINDACO DELLA CITTÀ DI FAVARA : ANNA ALBA E GABRIELLA BRUCCOLERI

LETTERA APERTA ALLE CANDIDATE A SINDACO DELLA CITTÀ DI FAVARA
ANNA ALBA E GABRIELLA BRUCCOLERI
8 GIUGNO 2016
Saranno i cittadini nel segreto dell’urna a decidere, il prossimo 19 giugno, a chi affidare la guida della Città per i prossimi cinque anni.
Onore ai vostri cinque competitori uomini (in ordine alfabetico: Airò Gaetano, Messinese Angelo, Nobile Gerlando, Palumbo Antonio, Valenti Antonio), con cui democraticamente durante la campa-gna elettorale delle settimane scorse, in vista del primo turno del 5 giugno ultimo scorso già vi siete confrontate, riuscendo voi due ad avere il maggiore consenso dei cittadini.
Il desiderio sincero di una svolta nuova e davvero diversa dal passato, finalmente benefica per la città, si è canalizzato nella scelta di voi due, donne e madri, accomunate da un grande amore per Fa-vara e desiderose di avviarne a soluzione i problemi.
Ognuna di voi due ha un suo vissuto socio-politico, un particolare programma, un progetto prag-matico, commisurato alla situazione concreta, che in questi giorni avrete ancora meglio la pazienza e l’interesse di spiegare per ottenere dai cittadini un consenso che sia frutto di consapevolezza e re-sponsabilità.
La scelta a Favara tra due donne nel ballottaggio, oltre ad essere un evento credo unico in Italia, mette definitivamente in soffitta, facendola diventare quasi preistoria, quella cultura di appena qual-che lustro fa che faceva pensare che “in politica non c’era spazio per il secondo sesso” e ancora più chiaramente induceva, specie in Sicilia, a far pensare e scrivere che la società delle donne e la “politi-ca” degli uomini erano due mondi paralleli che non si sarebbero incontrati mai.
Adesso proprio Favara invece può essere orgogliosa di essere all’avanguardia in questa svolta cul-turale e si prepara ad avere un Sindaco-donna dopo 70 anni di vita democratica, che ha visto avvi-cendarsi in questa delicatissima carica sempre gli uomini.
Anche a Favara, specie dall’inizio di questo secolo, c’è stata e c’è indubbiamente una crisi politi-ca, dentro la più grande crisi economica, affrontata negli anni sempre da Sindaci-uomini, il cui bilan-cio e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, e non sfuggono sicuramente alla vostra intelligente comprensione ed alla vostra grande, femminile sensibilità.
La Politica, in momenti come il nostro, a Favara come altrove, ha il dovere di fare del pragmati-smo la propria virtù! E una donna può forse capire meglio di un uomo le situazioni spicciole e con-crete, oltre a cercare di avere come l’uomo, una visione globale e lungimirante.
Perché è un dovere morale, nei limiti del possibile, sostenere anzitutto quanti immediatamente chiedono aiuto per poter vivere con un minimo di dignità. E sappiamo che la dignità della persona non può intanto aspettare eventuali grandi progetti, o peggio interessate strategie furbesche, giochet-ti da palazzo, a cui talvolta sono più propensi gli uomini, specie se mestieranti di “politica”! Così come la dignità di una comunità non può aspettare per assurde lungaggini legate a spartizioni di pol-trone o di assessorati. L’attuale normativa affida unicamente al Sindaco la responsabilità della ge-stione amministrativa, con tutti i poteri connessi di nomina e di revoca.
Come si può rimanere passivi o inerti quando giungono continuamente campanelli di allarme so-ciale, dovuti a esigenze primarie della vita!?
Favara vuole essere aiutata a crescere, a superare le difficoltà in cui si trova, a evitare il possibile devastante, incipiente degrado! E il Sindaco, il principale responsabile operatore politico della Co-munità favarese che sarà una di voi due, avrà il dovere di azionare anzitutto, sempre per tempo e con continuità, h24, la macchina del buonsenso, come già voi, da mamme, siete abituate concretamente e saggiamente a fare all’interno del più ristretto ambiente che è la vostra famiglia.
Per una di voi, la nuova vostra, più grande famiglia sarà questa nostra città di Favara.
Un taglio e un approccio diversi, con i mass-media e con tutto il personale stesso della municipa-lità a servizio dei cittadini, possono da subito incominciare ad avviare a soluzione tanti problemi e soprattutto problemucci. Sempre in termini di contatto diretto, dialogo, comunicazione sincera, aper-ta, franca e cordiale! Perché la nostra brava gente è stanca di non sentirsi ascoltata nei loro bisogni e problemi, e adesso vuole dare il voto a chi davvero capisce che non vuole e non può deluderla. C’è voglia di cambiamento vero! Di vedere un Palazzo più aperto e vicino, che eviti arroganze e chiusu-re, lieto di conoscere e far conoscere le “sue” cose.
Non c’è più, ma ormai da qualche tempo, come in passato, voto ideologico che tenga!… E quello che è consolante è che si incomincia finalmente a capire che bisogna partecipare, che solo lamentarsi non serve, e che volere bene alla città deve concretizzarsi nel segreto dell’urna, votando secondo co-scienza, e non per altri interessi e scopi personali.
Certamente amministrare Favara, soprattutto in questo periodo, è assai arduo su tutti i fronti… con una disoccupazione galoppante, con la povertà aumentata, il centro storico che attende… i ser-vizi sociali inesistenti o comunque carenti… i trasferimenti finanziari, regionali e nazionali ridotti al minimo e forse ancora in diminuzione… casse comunali vuote… debiti e debiti… possibile dissesto o piano di rientro che non potrà pesare sulla ristretta fascia di contribuenti già super tartassati, men-tre pare pacifico che tanti – si dice proprio tanti – non si sa perché, non paghino da tempo tasse e tributi… lavoratori precari che legittimamente aspirano alla stabilizzazione… problema acqua… pro-blema nettezza urbana… problema AIPA ecc.
Per tutto questo e altro, è urgente abbandonare vecchie logiche, suscitare un corale scatto di re-sponsabilità collettiva, commisurato alla concreta situazione, favorendo l’unione di volontà e di in-telligenze, di progetti innovativi e di autentiche disponibilità disinteressate.
Oggi a Favara è necessario un vero appello ai “liberi e forti” di sturziana memoria… perché si tro-vi il coraggio di servire la Comunità favarese, che, come non mai, ha bisogno di energie fresche e mature… capaci, subito, di liberarsi da qualsiasi condizionamento, come pure da interessi (comunque camuffati) personali o di parte, parentali o di gruppo… di puntare subito al cuore dei tanti problemi, recuperando il primato della politica.
In un quadro sociale risanato e normale, il bene dei singoli si consegue all’interno della logica del bene comune, a cui sempre decisamente tendere, in un’ottica decisamente nuova di una sfida, che può e deve con una di voi diventare anche affascinante.
Pur in mezzo a tutte le difficoltà, conoscendo la vostra formazione umana, culturale e spirituale, mi permetto di ricordare che la speranza resta sempre nel DNA della spiritualità cristiana, che solleci-ta continuamente a dare pratica attuazione, prioritariamente, a quei valori che tutelano il bene comu-ne, la dignità della persona e la qualità della vita.
Per i credenti, ma eventualmente anche per tutti, la Dottrina Sociale della Chiesa, fondata su una base di corretta razionalità, può fornire sempre nelle difficoltà varie e di governo una bussola di rife-rimento per utili indicazioni.
Auguri, intanto, per il dibattito politico di questi giorni. Che sia serio, sincero, riflessivo, rispetto-so, fecondo, commisurato alla particolare situazione favarese e che quindi possa coinvolgere respon-sabilmente i cittadini di tutte le fasce sociali (anche quelli che al primo turno hanno disertato o che hanno preferito, oltre tremila, non scegliere per il Sindaco) e che devono sentire il dovere il prossimo 19 giugno di andare a votare per scegliere responsabilmente nel segreto dell’urna, l’una o l’altra!
Assolutamente superfluo invitarvi a evitare ogni inutile asprezza di linguaggio che, oltre a risulta-re inspiegabile, turberebbe il clima in cui tutto si è lodevolmente svolto sino ad ora e potrebbe avere solo conseguenze negative.
Con sensi di stima.
Sac. Diego Acquisto