Da Radio RF 101—–sull’ “Intelligenza Artificiale”.

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Edit.  su  Radio RF 101

“I A” – “Intelligenza Artificiale”

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Un cordiale saluto a tutte le nostre gentili radioascoltatrici ed a tutti i nostri radio-ascoltatori  da parte mia

don Diego Acquisto

e  per la parte tecnica ed organizzativa dai fratelli Lillo ed Alberto D’Anna…e da Antonio Azzaretto…

In questa conversazione…..ho cercato di sintetizzare al massimo…così come ho potuto…..qualcosa sul dibattito che con sempre più frequenza si pone sull’Intelligenza Artificiale….Anche perché  ho ….sentito  e poi  letto ….in questi giorni …lo stesso Papa Leone che ripetutamente ha ammonito..…. con queste parole….. “ Ci salverà l’intelligenza del cuore”….proprio così…..“ Ci salverà l’intelligenza del cuore”…. Se invece…ci lasceremo sedurre dall’illusione di poter delegare tutto alla macchina, cioè  all’I.A., all’Intelligenza Artificiale  rischieremo di perdere il senso del vivere insieme…..perché…   La vera intelligenza è quella che sa amare…..

Un ammonimento grave…. contro a grande fascinazione che l’intelligenza artificiale (IA) ha sull’opinione pubblica……I A che  suscita, –  come succede sempre con le grandi innovazioni – grande fascino ed  emozioni contrastanti.

Da un lato, i tecno-entusiasti, che vedono nella nuova frontiera digitale la promessa di una umanità potenziata, …. di una umanità più efficiente, più intelligente, …. di una umanità….più libera dagli errori e dai limiti della mente umana.

Dall’altro lato, i paurosi….cioè quelli che quasi pregiudizialmente nutrono grande paura…i cosiddetti  tecnofobici che enfatizzano i rischi e alimentano le paure:….cioè  la perdita del lavoro, la manipolazione delle menti, la sorveglianza totale, la riduzione dell’umano a una funzione biologica e algoritmica.

Mi viene da dire che bisogna stare  molto attenti….perché, a giudizio mio….e sicuramente  di non pochi….. Entrambi gli schieramenti hanno in parte ragione e in parte torto.

Il problema è che, come ogni salto tecnologico, anche quello digitale non cambia solo il modo di fare le cose:…ripeto… non cambia solo il modo di fare le cose ….ma cambia il modo di pensare, … il modo di sentire,… il modo di relazionarci.

L’IA non è un semplice strumento, ma un nuovo ambiente cognitivo…. il modo che riorganizza le condizioni stesse dell’esperienza umana.

Invece di schierarsi di qua o di là, ciò che è forse  necessario fare è cercare di comprendere cosa sta accadendo — fare è cercare di comprendere cosa sta accadendo senza cedere né all’euforia né alla paura — per riuscire a limitare gli aspetti negativi e valorizzare quelli positivi.

Per farlo, occorre uno sguardo critico ma non distruttivo, ….uno sguardo capace di inserire l’innovazione in una visione più ampia dell’umano. Capire ….la direzione che prenderà la nostra civiltà….direzione da cui  dipende il modo come penseremo ed attueremo la tecnica e da come la orienteremo verso fini umani.

Per come è stata realizzata,…. l’intelligenza artificiale rappresenta l’incarnazione del riduzionismo moderno. Che, nella sua struttura più profonda, porta a compimento quella separazione tra fede e ragione, tra significato e calcolo, ….cioè quello che Joseph Ratzinger …. Poi Papa Benedetto XVI —265mo Papa della Chiesa Cattolica dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013,….7 anni e 315 giorni…. quando si è dimesso……..già prima ….aveva individuato l’I A …come una delle grandi questioni delle società avanzate….Proprio così…perché… L’intelligenza artificiale è il trionfo della ragione….della ragione  che sa calcolare ma non sa interrogare i fini; che ottimizza i mezzi ma non sa decidere che cosa sia bene o giusto.

Le macchine che oggi ci affascinano tanto non sono “cattive” — come a volte si tende a dire — ma hanno il problema di essere costruite esattamente in base al principio fondamentale che sempre bisogna…..sentirsi  Spinti ad interrogarsi ….. ad interrogarsi su che cosa significhi essere umani, l’intelligenza artificiale può dunque diventare l’occasione per imprimere una svolta inattesa alla vicenda moderna. Essa, cioè l’IA infatti, ci costringe a ripensare il rapporto tra mente e spirito, tra sapere e saggezza, tra efficienza e senso.

In un’epoca dominata da algoritmi che si  apprendono  senza comprendere, sentiamo il bisogno di un’intelligenza del cuore, …..un’intelligenza capace di riconoscere che la vita è più grande di ogni sistema logico.

Sommamente necessario …..Custodire il pensiero….pensiero che  non è riducibile al calcolo…..e non riducibile al calcolo…. significa sapere custodire la libertà, ….la poesia, ….la speranza, la parola che apre mondi.

Un compito che va coltivato sul piano personale e sviluppato su quello sociale: insieme dobbiamo capire i luoghi, le forme e le condizioni per curare l’attenzione, l’immaginazione, il desiderio.

L’IA, dunque, non è un destino da subire, ma uno specchio che ci può aiutare a capire meglio chi siamo. E cosa possiamo diventare.

Se la useremo come alleata per ampliare la nostra umanità, potrà aiutarci a costruire una civiltà più consapevole, più solidale, più giusta.

Ma se ci lasceremo sedurre dall’illusione di poter delegare tutto alla macchina, rischieremo di perdere il senso stesso del vivere insieme.

In fondo, la vera intelligenza — quella umana — non è quella che sa calcolare di più, ma quella che sa amare meglio. ….. quella che sa amare meglio ……Insomma…davvero Qualcosa che nessuna macchina sarà mai capace di fare.

E con quest’ultima ….importante ….sottolineatura….. ancora n cordiale saluto a tutte le nostre gentili radioascoltatrici ed a tutti i nostri radio-ascoltatori  da parte mia don Diego Acquisto, e per la parte tecnica ed organizzativa dai fratelli Lillo ed Alberto D’Anna…e da Antonio Azzaretto…

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