Economia e democrazia…si discute anche in Italia

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A man walks past the Charlevoix G7 logo at the main press center ahead of the G7 Summit in Quebec, Canada, June 6, 2018. REUTERS/Yves Herman TPX IMAGES OF THE DAY
Un rapporto sicuramente delicato ed importante quello tra economia e democrazia anche in Italia specie in questo particolare momento, in cui a livello mondiale si è quasi costretti a discutere sulla crescente influenza dei mercati finanziari sulle condizioni di vita dell’umanità. Perché la situazione che appare sempre più evidente è che un certo modo di orientare l’economia favorisce, rallenta o addirittura blocca lo sviluppo del benessere materiale di buona parte dell’umanità e di conseguenza la promozione di uno sviluppo umano integrale. E sicuramente tante sacche di povertà potrebbero essere eliminate da un’impostazione diversa e più saggia delle risorse disponibili.
Ognuno si avvede quanto sia attuale oggi in Italia questo tipo di riflessione che dovrebbe vedere sinceramente impegnate tutte le forse politiche, sia quelle che sono state al Governo, sia quelle alle quali democraticamente il popolo ha detto di starsene da parte per cedere la guida ad altri progetti, proposti da persone con sensibilità, formazione ed esperienze diverse.
Una riflessione, credo necessaria questa, anche in rapporto a quanto in corso sulla scena internazionale con la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) di Ginevra. Una Conferenza da cui l’opinione pubblica più attenta si attende una riflessione seria per individuare criteri operativi più incisivi per un migliore funzionamento del sistema economico-finanziario mondiale, nella linea etica della solidarietà, così come sancito negli statuti fondativi degli organismi ONU.

E sappiamo bene come Papa Francesco, nella linea anche del magistero di Papa Benedetto, abbia ripetutamente richiamato l’attenzione dei Grandi, sui pericoli dell’incontrollata ed eccessiva finanziarizzazione dei mercati globali, in cui si annida la causa di tante situazioni di povertà che potrebbero essere invece alleviate, se non eliminate.
Adesso le nazioni più industrializzate sono riunite in Canada e devono confrontarsi con la politica dell’“America first” del presidente Trump. Si profila una guerra commerciale con la Commissione Ue che, come risposta ha già deciso di fare ufficialmente partire dal prossimo luglio le procedure per l’attivazione di dazi contro merci statunitensi.
In Italia il nuovo Governo 5-Stelle –Lega intende affrontare il problema del debito pubblico in maniera assolutamente diversa dal passato remoto e recente.
Ed a proposito del passato recente, ina maniera sintetica ed a grandi linee riferiamo quello che “grosso modo” leggiamo sui grandi quotidiani.
Che cioè il debito pubblico in cifre assolute da 1990 miliardi con MONTI, è passato con LETTA a 20170 miliardi, e —- con Renzi a 2251 miliardi, per finire quindi con il Presidente GENTILONI, alla data attuale, a 2.280 miliardi.

Il nuovo Governo, per bocca del suo Presidente prof. Giuseppe CONTE ha dichiarato: “…..il debito pubblico lo vogliamo ridurre, ma vogliamo ridurlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare….”.
E regalandoci, ci viene da aggiungere, l’attuale situazione sociale che è quella che è che nessuno a parole, sentiamo che vorrebbe che così fosse….
Ci riuscirà questo Governo ? Boh ! Non lo sappiamo proprio ….staremo a vedere. Ma ce lo dobbiamo tutti augurare e….. Non solo ! dovremmo cercare tutti di favorirlo, ognuno per la sua parte e nel suo ruolo.
Intanto, come è stato promesso, si attendono manovre di tagli, di ricerca e di distribuzione delle risorse in maniera decisamente diversa dal passato.
Diego Acquisto
08-06-2018

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