Ricordando quel 18 Aprile….. con l’occhio al 25 Aprile, festa della Liberazione
…. Il 18 aprile 1948…..cioè 78 anni…era domenica——-Una domenica storica.
Perché, le domenica 18 aprile 1948… in Italia si sono tenute le elezioni politiche ….Sì le elezioni politiche del primo Parlamento Italiano…. Repubblicano. …. Era domenica….e in quel 18 aprile 1948… domenica…..una domenica normale gli italiani, …dopo il ventennio fascista, ….gli italiani….con i criteri democratici appena fissati dalla nuova Carta Costituzionale (che aveva sostituito il vecchio Statuto Albertino dell’epoca monarchica), furono chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento repubblicano, bicamerale, cioè….Camera e Senato.
Le prime elezioni politiche dopo la nascita della Repubblica,….. le prime a cui poterono votare per la prima volta anche le donne….anche le donne che prima mai, per legge, mai avevano potuto votato votare…– Aspra e combattuta era stata la campagna elettorale del mese precedente…campagna elettorale… combattuta…. campagna elettorale aspra… campagna elettorale assai polemica…..
Si scontravano allora, sul piano ideologico, due principali culture, quella cattolica e quella social-comunista,….
Allora proprio uno scontro ideologico…..uno scontro a cui magari in buona parte….non pochi partecipavano magari senza saperlo….senza magari…capirlo….almeno sino in fondo… nella sua importanza…
Ma la classe intellettuale, che allora….comunque era una fascia sicuramente limitata, rispetto ad oggi….quella fascia sicuramente capiva…. Una lotta allora, comunque, una lotta senza quartiere per conquistare il consenso.
Coinvolti allora i due grandi Partiti di massa che pure per approvare, nei tre anni precedenti, immediatamente dopo la guerra e la caduta del Fascismo, …. Questi due grandi Partiti …erano rimasti uniti e concordi nell’approvare prima la Carta Costituzionale…….per approvare la Carta Costituzionale,…cioè l’attuale COSTITUZIONE…. davvero quasi un miracolo….avevano raggiunto un larghissimo accordo.
I due Partiti di massa, che si conytrapponevano… erano la Democrazia Cristiana ed il Fronte Popolare, ….quest’ultimo, formato dal Partito Comunista e da quello socialista; ….quindi Democrazia Cristiana e Fronte Popolare due fronti appassionatamente contrapposti che avevano entrambi radici profonde nella coscienza popolare ed incidevano molto nel tessuto sociale. —I due grossi schieramenti politici, Democrazia Cristiana e Fronte Popolare, contrapposti ed avversari sul piano sociale e programmatico, oltre che ideologico, si rivelavano tuttavia chiaramente responsabili e reciprocamente complementari nell’assicurare e garantire un equilibrio….sì un equilibrio….(quello di cui c’era davvero bisogno)… un equilibrio nel nuovo sistema politico che doveva iniziare, dopo l’esperienza fascista.
Insomma come si suole opportunamente sintetizzare, due “modelli contro”, ma accomunati dall’antifascismo e dalla volontà e passione di dare un nuovo volto e taglio alla vita politica, non più fondata sul mito di una persona forte, che presumeva di essere carismatica….quasi incaricato dall’Alto, con la lettera maiuscola….
Due fronti contrapposti, ma con una grande fiducia nella democrazia…. Cioè …. nel sistema democratico, che bisognava faticosamente riprendere, dopo il ventennio di dittatura…..
La Democrazia Cristiana aveva il suo leader nella nobile figura del trentino
Alcide De Gasperi (nella foto), mentre il Fronte Popolare, (comunisti e socialisti) era rispettivamente guidato dal piemontese Palmiro Togliatti e dal romagnolo Pietro Nenni, due figure anche queste,
Togliatti
e
Nenni…
di forte senso di responsabilità rapportato alla gravità della situazione di quel momento e comunque tutti e due di grande cultura e di grande caratura, politica ed umana .
Le Sinistre, a cui bisogna dare atto di avere positivamente ed attivamente operato come partigiani, nella guerra di Liberazione dal 1943 al 1945, ….così come i militanti del fronte contrapposto, che tutti, a partire da De Gasperi, tutti avevano lottato e sofferto carcere e persecuzione anche durante il fascismo,….
Ma…adesso bisognava votare e vedere nel segreto dell’urna chi aveva effettivamente la maggioranza dei consensi……
Il Fronte Popolare, cioè Comunisti e Socialisti, erano pressoché sicuri di vincere la competizione elettorale…..Comizi partecipatissimi in tutte le Piazze d’Italia…..grande passione…..qualche scontro anche fisico non è mancato…ma i capi dobbiamo dire seppero tenere la barra diritta ed invitare tutti…ognuno nella sua parte ad evitare la violenza e confrontarsi democraticamente….bisognava contare i voti … stavolta davvero liberi ….voti davvero liberi…espressi nel segreto della cabina elettorale….
Ed il 18 aprile 1948….ci furono le votazioni politiche …… i risultati che uscirono dal segreto dell’urna, costituirono per loro un’amara, amarissima sorpresa, per il Fronte Popolare……
La Democrazia Cristiana, con l’appoggio anche delle associazioni cattoliche, ottenne la maggioranza assoluta, vinse ampiamente con oltre 12 milioni di voti, superando largamente il Fronte. Fronte, che e restava nettamente in minoranza anche se si fosse aggiunto quel gruppo di socialisti di Ivan Matteo Lombardo, che aveva rotto con il Fronte in polemica con i Comunisti, ottenendo però 2 milioni di consensi. —Il resto si conosce bene.
Quel 18 aprile 1948 segnò per diversi decenni la vita politica e sociale italiana, con la prevalenza della Democrazia Cristiana sino al 1994; con la costante tendenza della DC a coinvolgere sempre le altre forze politiche ed il suo modo di governare che – a parte i giudizi contrastanti – segnò però un aumento pressoché costante della classe media e quindi nel complesso una più equilibrata distribuzione della ricchezza prodotta, proprio in netto contrasto con quello che, invece, hanno registrato, negli ultimi due decenni, anche le ultime statistiche che, specie nel Meridione impietosamente hanno invece evidenziato, un pauroso allargamento della povertà ed un’incredibile crescita delle diseguaglianze, con la restrizione …se non in talune parti…proprio la quasi totale scomparsa della classe media. — Tutto un quadro preoccupante che pone adesso seri interrogativi….mentre risulta decisamente cambiato il clima ed il rapporto fra politica e società, fra governanti e governati, e anche fra comunicazione e opinione pubblica. Tutto un quadro di vecchi e nuovi problemi…soprattutto con la recente diffusione oltre misura…dei social…soprattutto tra i giovanissimi…..unno scenario davvero nuovo….con cui bisogna sapere fare i conti…..
Diego Acquisto
16-4-2026
25 Aprile – Anniversario della Liberazione d’Italia: “Favara ripudia la guerra”
Redazione-Siciliatarget-17-Aprile-2026
L’Anniversario della Liberazione d’Italia, la Festa della Liberazione o semplicemente il 25 Aprile, è una della date più importanti e significative dell’Italia libera e democratica. E’ la giornata nella quale si commemora la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, simbolo della Resistenza e della lotta Partigiana che porto libertà e democrazia.
“Favara ripudia la guerra” questo lo slogan scelto dalla locale sezione dell’ANPI, unitamente al Comune di Favara, Fondazione culturale Calogero Marrone e ARCI, per celebrare il 25 aprile 2026.
La manifestazione è in programma in piazza Cavour, sabato 25 aprile inizio ore 10:00. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Favara Antonio Palumbo e della presidente del Consiglio comunale Miriam Mignemi, sono previsti gli interventi di Carmelo Castronovo, presidente ANPI Favara; Giorgia Caramanno, di LierArci; Rosario Manganella, Fondazione Calogero Marrone; Pasquale Cucchiara, storico. Interessante sarà la testimonianza di Calogero Zarcone, grande invalido di guerra. Previsti gli interventi di Gabriella Bruccoleri che leggerà un testo di Antonio Gramsci; del poeta dialettale Salvatore Mossuto e di Giuseppe Calabrese con la sua chitarra. Modera il direttore di SiciliaTarget, Giuseppe Moscato.