Profilo biografico … incarichi pastorali e qualche particolare ricorrenza

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Ho appena ricevuto da un amico,……che  – mi dice di averlo trascritto da un antico  libretto…….  stampato a cura della  Diocesi…..Si tratta del  mio profilo biografico con gli incarichi pastorali ricoperti……Lo trascrivo così come mi è pervenuto…..

 

ACQUISTO Sac. DIEGO

fu Carmelo e fu Lalomia Maria, nato a Canicattì  (AG) il 20-6-1940,

Battezzato in Canicattì -Parrocchia S. Pancrazio (Chiesa Madre) 4-7-1940; Cresimato  16-3-1952, …..

Prima Tonsura 11-3-1960 da S. E. Mons. Francesco Fasola in Cattedrale AG;– Ostiario-Lettore 15-3-1961 da S:E: Mons. G.B. Peruzzo, nella Cappella del Seminario AG;– Esorcista -Accolito 8-4-1962 da S.E. Mons. Calogero Lauricella, nella Cappella del Seminario AG,

Suddiacono 2-9-1962  ordinato dal Vescovo-ausiliare S.E.  Mons. Calogero Lauricella, nella Cappella  del Seminario di Favara.

Diacono l’11-11-1962 ordinato da S.E. Mons. Calogero Lauricella,  in Cattedrale AG–

Presbitero il 29-6-1963 ordinato dall’arcivescovo-vescovo  Mons. G.B. Peruzzo,

nella  Cattedrale  di AGRIGENTO

INCARICHI  PASTORALI

Vice Rettore-Seminario Vescovile  Minore di Favara dal l’1-9-1963 al 30-9-1966

Docente di Francese  – Seminario Minore  dall’1-9-1963 al 30-9-1974

Vice Assistente del  C. S. I. Centro Sportivo Italiano  e della Gioventù Maschile di Azione Cattolica dall’1-10-1966 al 3-9-1969

Componente del C.P.D. Consiglio Presbiterale Diocesano  dal 3-11-1966 al 3.11.1968

Parroco S. Rosa da Viterbo-Agrigento dal 30-1-1968 al 5-5-1969

Parroco S. Vito -Favara  dal 6-5-1969………

Assistente Spirituale   U.C.I.I.M. (Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi) Favara 3-2-1988

Assistente  Diocesano  …. e quindi direttore dell’Ufficio  Problemi Sociali e  del  Lavoro  20.6.1991

Componente Comitato Diocesano per le Emergenze Pastorali  8-1-1992

Cappellano Collegio di Maria Favara  dal 21-3-1994  al  30-9 1995

Vicario  Foraneo – Vicariato di Favara, (comprendente allora anche le Comunità parrocchiali d Aragona e Comitini.).. dal 7-10 1995 al  27-4-2001

Componente di diritto del Consiglio Pastorale Diocesano 09-02-1996

Componente Consiglio Presbiterale Diocesano 07-03-1996

Direttore Ufficio  Scolastico –  (Irc – Insegnanti Religione Cattolica) 2005-2009

Docente  prima di Religione nella Scuola Statale  dal 1965 al 1971…. e poi di Lettere dal 1972 nelle Scuole statali,  sino al giugno 1997……per qualche anno all’Istituto  Professionale e Magistrale di Favara….e quindi, per  oltre 20 anni,  sempre a Favara,  nella Scuola Media Statale “Brancati”.

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Una ricorrenza particolare…..in un momento drammatico ………5 maggio 1969….

invitato ad essere successore di P. Giuseppe Seggio…..

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Nella logica del “ricordare giova” , 

quanto scritto nel retro dell’immaginetta-ricordo nel 50mo del servizio come Parroco

 

“Come ricambierò al Signore, tutti i benefici che mi ha fatto ?

Eleverò il calice della salvezza ed invocherò il nome del Signore”.

(Bibbia- Salmo 116, 12)

Ringrazio Dio e Maria Ss. Madre del Verbo Incarnato che con il suo cuore immacolato e  materno, ricco di bontà e di misericordia, mi ha costantemente seguito negli anni del ministero, mettendo al mio fianco collaboratori intelligenti, responsabili ed animati da grande spirito di fede.

Sac. Diego Acquisto

nel 50° di servizio pastorale come Parroco

della Parrocchia S. Vito di Favara

6 maggio 1969                  6 maggio 2019

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VALORE SACRO dell’UBBIDIENZA,  virtù per il “SUPERIORE” e per l'”INFERIORE……
Riflessione sconvolgente del monaco camaldolese P. Guido Innocenzo GARGANO…….all’Assemblea del Clero agrigentino, convocato per il primo Ritiro Diocesano del nuovo anno pastorale 2016-2017, alla presenza del Card. Francesco Montenegro….Ha invitato a riflettere sul valore sacro dell’ubbidienza, in cui nello sforzo di storicizzare sempre il mistero trinitario, del rapporto paritario tra le identità uguali ma diverse delle tre Persone divine, e segnatamente del Padre e del Figlio,….. deve finire per non esserci più, nella concreta prassi ecclesiale, un “superiore” ed un “inferiore”.
E ciò… per realizzare, – nel momento delicatissimo in cui ci si rifà alla virtù dell’ubbidienza – un condiviso piano di Dio, con la conseguente fatica di scoprirlo, in sintonia comunionale.
Una meta questa, sicuramente molto elevata ed impegnativa, anche e forse soprattutto per il Superiore, le cui disposizioni non devono mai essere, … né apparire… frutto di convenienze e calcoli umani.
Come è facile notare, una visione chiaramente diversa ed evangelicamente innovativa, rispetto alla famosa e tradizionale concezione gesuitica dell’ubbidienza “perinde ac cadaver”.
Ricordiamo che Sant’Ignazio di Loyola ( 1491-1556) pretese per gli appartenenti all’ordine religioso da lui fondato, quello della Compagnia di Gesù, un’obbedienza totale, senza discutere.
Nelle Costituzioni, scrive che il gesuita: “come se fosse un corpo morto (“perinde ac cadaver”), dal Superiore “si fa portare dovunque”.

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