Avvento e NATALE….c’è bisogno di respiro…. Anche per la democrazia….
In questa quasi vigilia di Natale, nella preparazione di questa grande e fondamentale festività per la nostra fede… e non solo, …dato che il Natale….con il grande evento che ci ricorda… è a fondamento di tutto il cammino della civiltà umana e … dato che gli stessi anni…. incominciano a contarsi ….proprio da quell’anno…..considerato anno zero…. in cui in una grotta, ….nella Grotta ….che adesso vie molto visitata…grotta .di una sperduta città della Giudea, cioè a BETHELEM….si è verificato l’evento che ogni anno il 25 dicembre viene ricordato….cioè la nascita di Gesù…vero uomo e vero Dio, … che in questa città di Bethleem nasce bambino… concepito per opera dello Spirito Santo….
Nasce da Maria che accompagnata dal suo sposo Giuseppe, da Nazareth dove viveva, assieme si sono dovuti spostare a Bethleem, a causa del censimento, ordinato dall’imperatore Romano Augusto …. Questo bambino Gesù nasce in questa città di Bethelem…in una Grotta ….nasce da quest’umile fanciulla di nome Maria….. in questa vigilia di Natale…per una riflessione utile… da più punti di vista….ci vogliamo servire di una riflessione….pubblicata nei giorni scorsi…..un editoriale del quotidiano nazionale Avvenire…..che titolava …..Avvento, …c’è bisogno di respiro…. Anche per la democrazia….
.Un titolo che dice tutto…..sul dovere di riflettere sia per gustare bene la gioia del Natale,….sia per tutelare ….nel travagliato e problematico contesto socio-politico che stiamo vivendo…il valore prezioso della democrazia….esorcizzando il pericolo di una dittatura comunque camuffata….
Per questo subito si ammonisce…..si ammonisce… e si dice che da parte dell’autore dell’articolo che è Franco Vaccari….Attenzione….attenzione….perché “La pressione per il consenso e la decisione … la pressione tende a comprimere tempo, confronto, dissenso, verifiche, procedure, ….. – passaggi tutti specifichiamo noi che ….- …. Che rischiano di sembrare residui di un passato lento. Invece sono proprio questi “tempi morti” – riabilitati dall’impegno dell’attesa verso il Natale – a far vivere un sistema democratico……Cioè il sistema denocratico ha nel suo DNA proprio questi passaggi…che – se vengono meno —chioariamo noi —-
Questa logica,… che a me e non solo….appare pericolosa….
Questa logica appartiene al digitale e al mercato, ….questa logica sta entrando, oltreché in ciascuno di noi, anche nel tessuto sociale,….anche nei sistemi politici, corrodendoli dall’interno.
È la stessa febbre che, in nome della rapidità, spinge a snellire, ridurre, “semplificare”.
Ma accelerare eccessivamente i processi democratici, semplificare oltremodo la democrazia significa amputarla: togliere pesi e contrappesi, aggirare procedure che garantiscono partecipazione, limitare gli spazi del conflitto politico che sono l’anima della vita civile.
Non è la prima volta che accade. Pur non essendo uno storico, mi pare che già il connubio Rattazzi–Cavour del febbraio 1852,….quando nel Parlamento sub-alpino si unirono due schieramenti….quello della Destra liberale capeggiato da Cavour… e quello della Sinistra moderata , guidato da Urbano Rattazzi….formando il cosiddetto Connubio….Ricordiamo che allora….tale accordo fu ostacolato allora sia da Massimo D’Azeglio Presidente del Centro-destra…sia dal Re Vittorio Emanuele II…..Quel Governo….cosiddetto CONNUBIO… nato per dare maggioranze stabili e decisioni veloci, introdusse un principio pericoloso: l’idea che il dibattito fosse un ostacolo, una formalità da superare.
Così….Invece di rafforzare il Parlamento, quel Governo-Connubio…. rese il Parlamento un luogo più docile, modulabile, meno capace di opporsi.
Si normalizzò così una rappresentanza senza vera dialettica, addomesticata dagli accordi di vertice.
Successivamente il trasformismo di De Pretis….. quindi depretisiana memoria …..questo trasformismo di De Pretis…affermò una prassi che, certo, non generò da sola il fascismo, ma ne preparò il terreno.
Perché …. abituò più che discutere, …… abituò ad un’opinione pubblica spettatrice….spettatrice….
Così, quando la crisi del Primo dopoguerra ….cioè….successivo alla prima guerra mondiale 1915-18… esplose, l’idea che la democrazia fosse inefficiente era già stata interiorizzata.
Un’interiorizzazione questa… che la democrazia fosse quasi intutile e comunque inefficiente….. Un’interiorizzazione questa….psicologicamente….. molto….molto pericolosa…
Il fascismo non fece che portare alle estreme conseguenze una deriva che aveva radici lontane.