Riflessione….con pensieri sparsi sull’EPIFANIA

Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi.

— Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore.

— Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera luce, il Cristo, il Re Salvatore. (Dalla LITURGIA)

— Una storia, quella narrata da Matteo, che ha per protagonisti alcuni Magi, che rappresentano uomini e donne di ogni tempo che vanno alla ricerca di Dio. Una storia che mi appartiene, una storia faticosa, tormentata dal dubbio, non sempre illuminata dalla luce, gratificata dall’incontro con “Colui che è nato”, visto nelle periferie della città. Lasciamo pure come protagonisti questi Magi, senza interessarci del loro numero, dei nomi, della loro posizione sociale. Ma chi sono davvero i Magi? Sono studiosi che cercano di prevedere il futuro attraverso la posizione degli astri e gli eventi della natura, come il volo degli uccelli. L’elemento più rilevante è che sono dei pagani, ovvero lontani da Dio, su cui l’ebreo invoca la punizione divina: “Signore, riversa lo sdegno sulle genti che non ti riconoscono e sui regni che non invocano il tuo nome” (Sal 79,6). Ed ecco la sorpresa: i primi a riconoscere Gesù come il Signore sono i pagani, quelli che praticavano la magia, i più lontani. A Gerusalemme invece, quelli del palazzo, pur sapendo della luce nuova che viene dalla stella (Mi 5,1) sono terrorizzati dalla nascita del bambino.

— Non si tratta dunque  di una pagina di cronaca, ma di una storia di cammini, una storia di domande, quelle più inquietanti. Matteo, rielaborando alcuni elementi della storia passata, ci presenta questo stupendo racconto midrashico, a significare l’avverarsi delle profezie.

— Senza una domanda non ci si muove. La vita ha senso se cerchiamo di dare una risposta alle domande più importanti dell’esistenza, se cerchiamo di muoverci alla luce di una stella che guida il nostro cammino. Per chi resta arroccato dentro quattro mura, soddisfatto dalla vita, unicamente preoccupato a difendere i privilegi di casta, non rimane che la paura

–I Magi partiti dall’Oriente  rappresentano un modello di ricerca di Dio….. Per Erode e gli uomini di corte, sacerdoti e scribi, lo stesso evento è solo motivo di turbamento. Le autorità politiche, religiose e culturali hanno paura della novità, sono diventati sedentari, non vogliono mettersi in cammino, non vogliono rispondere alle domande di senso, preferiscono soffocare lo spirito, anzi vogliono uccidere il Bambino. La stella non brilla sulla città del potere. Che strano mistero: i lontani partono e arrivano, mentre i vicini stanno fermi e hanno paura!

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