A proposito di favaresi illustri

Oltre a P. Pasquale  Castellana da inserire, dobbiamo dire che una certa lista di nomi è ormai a tutti  abbastanza nota.

Volendo sinteticamente ricordarla, mi viene subito da incominciare dal barone Antonio Mendola (1828-1908), da  Calogero Marrone (1889-1945), Gaspare Ambrosini (1886-1985), mons. Antonio Giudice (1870-1938),  mons. Filippo Iacolino (1895-1950).  Tutti nomi abbastanza noti, dei quali giustamente  anche non poco è stato scritto, anche se ancora sarebbe meglio che se si scrivesse, per  apprezzare quanto hanno fatto per il bene comune di Favara e più in generale dell’Italia. Allargando gli orizzonti, vogliamo cogliere l’occasione anche per qualche osservazione personale su fatti e persone, magari fuori dal coro o comunque inedita.

Dei  nomi sopra elencati –  (che mi vengono in mente) –  mi viene di precisare che  forse qualcosa in più bisogna dire su Mons. Antonio Giudice, arciprete, il cui nome subito fa pensare  al famoso Oratorio, dove tanti giovani si sono formati, anche maturando durante il fascismo una cultura diversa, che non lasciava tranquillo il regime. Ma per conoscere meglio questa figura, alquanto trascurata, rinvio a quanto scritto, con precisione ed esattezza dal nostro Carmelo Antinoro.

Riprendo solo il passaggio sull’Oratorio. Ecco:  “Il suo nome è legato all’Oratorio Mons. Antonio Giudice, che fermamente volle costruire a sue spese (£.250.000) per il suo ardente desiderio di offrire ai giovani un’opera per la loro formazione religiosa e morale. L’oratorio venne costruito su terreno donato dalla lontana parente donna Gesuela Giudice tre anni prima della sua morte avvenuta nel 1934 (v. articolo) e venne inaugurato il 2 settembre 1923. Da quel momento l’oratorio divenne il centro spirituale della città di Favara, contribuendo alla formazione di tanti giovani”.

Come è noto, – (da qualche anno inopinatamente) –  la targa con la scritta Oratorio-Mons. Giudice”, contro ogni ragionevole considerazione  anche di gratitudine storica, è stata sostituita con la scritta Oratorio don Giustino”.

Si tratta di don Giustino Russolillo, fondatore della Famiglia religiosa della “Società delle divine vocazioni”, recentemente proclamato Santo. Nulla contro S. Giustino, anzi ! Ma una scelta, a mio giudizio, assai   discutibile anche giuridicamente, perché si è trascurata la volontà del donatore,  tanto benemerito per Favara.

Per chiarezza diciamo che tutto il lascito del terreno e di qualche bene immobile, per la continuazione dell’attività  dell’Oratorio, la Curia Agrigentina, verso la fine  degli anni ‘50 del secolo scorso,  ha affidato tutto alla famiglia vocazionista, con l’impegno principale di continuare l’Oratorio, secondo la volontà del benefattore Mons. Giudice. Ed unitamente a questo impegno, sempre secondo la volontà del donatore Mons. Giudice, anche il dovere di assicurare idonei locali alla Conferenza S. Vincenzo, per l’Assistenza ai poveri della città, con un’attività autonoma, anche se in comunione e collaborazione con l’intero presbiterio locale. Conferenza S. Vincenzo che svolge  questa attività benefica a Favara da oltre 90 anni, presentando annualmente a gennaio il rendiconto delle entrate e delle uscite,  con la stampa  e larga diffusione di un numero unico.

Ritornando al discorso degli uomini illustri che hanno servito ed onorato Favara, oltre a quelli già menzionati, a me viene da aggiungere P. Giuseppe Seggio (nella foto)  (1922-1969), la cui tragica fine, -( dopo oltre un ventennio tacsorso a Favara cha apprezzava la sua  pastorale decisamente innovativa specialmente verso i giovani)-  ha segnato sicuramente  anche la storia pastorale e civile della città;   e di P. Seggio, in varie occasioni,  qualcuna  programmata di proposito,  come per esempio nella ricorrenza del 40mo  del suo martirio,….  non si è mancato   di  parlare…..

 

E poi bisogna ancora aggiungere i due francescani  P. Francesco Schifano (nella foto)  scomparso nel dicembre 1989  e   P. Pacifico  Nicosia , scomparso dieci anni dopo, nel marzo 1999.

Viene da osservare che P. Francesco (Patri Francì,…. come affettuosamente era da tutti sempre chiamato),  che, sinceramente democratico,    a Favara era per molti che pure avevano idee diverse,  un punto di riferimento anche in politica; e questo anche nel periodo più rovente dei primi decenni del dopoguerra.   P. Francesco era sempre dalla parte della libertà  religiosa e non solo.   E – vedi caso  – ha concluso la sua  vita nel dicembre 1989,  dopo aver visto crollare, nel mese precedente,  il Muro di Berlino.

Questi due sacerdoti francescani del nostro Convento S. Antonio, sono  da considerare veramente benemeriti, specie nel periodo di grande  turbolenza, religiosa del post-Concilio. Quando Favara,  nella seconda metà degli anni ’70,  è balzata all’attenzione nazionale, soprattutto per le cosiddette “Comunità ecclesiali di base”, con il motto  “la Chiesa è del Popolo”,…

I due frati P. Francesco Schifano e P. Pacifico Nicosia sono stati punto di riferimento e di equilibrio per superare o comunque appianare per quanto possibile,  tante situazioni. Un periodo  questo davvero rovente, specie per Favara, che aveva le sue radici nel famoso Sessantotto. Un termine che rimane sinonimo di cambiamento, simbolo  e anelito   di liberazione da un certo tipo di  società da contestare, partendo dalla famiglia, passando per la scuola ed arrivando anche alla religione,  e quindi alla stessa struttura-Chiesa, eccessivamente clericalizzata. P. Francesco  e  P. Pacifico a me pare che in quel periodo, con la loro pazienza, il loro silenzio, la loro capacità di ascolto, facessero da ammortizzatori sociali, anche nei locali del Convento, allora frequentati da tanti giovani.

Non solo !  Proprio in questo periodo, nel 1974, i due frati  consentirono all’interno del Convento di  installare gli studi dell’emittente  Radio RF 101, iniziando quelle che fu chiamata “rivoluzione radiofonica” degli anni ’70.

E  Radio-Favara 101, grazie alla competenza tecnica ed alla saggezza comportamentale di   P. Pacifico, il cui nome  era veramente augurale, divenne oltre che punto di riferimento per tanti giovani, (proprio tanti), di diverse tendenze socio-politico-religiose.

E per il concorde impegno dei due frati, P. Francesco Schifano e P. Pacifico Nicosia, per tanti anni ininterrottamente entrambi presenti a Favara,  Radio Favara 101 è divenuto , specie in quel periodo,  strumento, non solo di evangelizzazione, ma anche  di promozione umana e di  pacifica coesione sociale.

Diego Acquisto

6-8-2022

 

 

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