Favara – STORIE di Calogero Vetro

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Fresco di stampa per i tipi della “Siculgrafica” un interessante volume di 122 pagine del prof. Calogero Vetro dal titolo “Storie”.

Un volume che contiene 10 racconti, “con tanti ricordi personali”, 16 poesie, tra cui tre sonetti “nella struggente lingua di Sicilia”, ed una “pièce” teatrale in due atti per ragazzi, per rendere omaggio a S. Francesco, “il più Santo dei poveri ed il più povero dei Santi”, del cui fascino di santità e contemporaneamente di umanità, l’autore dichiara di essere un grande ammiratore.

Racconti, poesie e “pièce” rivelano non solo, come ovvio, un’unica mente e mano nella composizione, ma soprattutto un unico filo rosso di grande sensibilità spirituale, culturale ed umana nella rilettura della società soprattutto di ieri, ma anche di oggi. E tutto sempre in uno stile piacevole, piano e semplice che rivela le raffinate capacità espressive dell’autore ed afferra subito l’attenzione del lettore.

Racconti densi di concretezza e di umanità, che presentano la vita sociale e familiare a partire dagli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, sino al problema epocale dei nostri giorni, dei tanti disperati di varie zone dell’Africa e dell’Asia che aspirano a raggiungere l’Europa, affrontando da clandestini i pericoli di un viaggio in mare che spesso si conclude tragicamente.

Alcuni racconti, come ad esempio il primo dal titolo “La grancassa” descrivono scene di vita matrimoniale e familiare, quando ad esempio Carolina, nel giorno della distribuzione dell’acqua, per riempire la sua “quartara” (brocca) andava dalla signora Angela o dalla signora Annicchia, e con diversi viaggi riusciva a riempire le due grandi giare situate in un angolo delle due stanzette di abitazione. Abitazioni dei poveri che quasi tutte non avevano il bagno, che era sistemato “dietro l’uscio di casa, sul primo o sul secondo gradino, dove c’era una grossa tazza ad imbuto, un manufatto di cemento collegato alla fognatura: lì si scaricavano le feci e urine” con tutte le immaginabili conseguenze di fetore che invadeva l’ambiente abitato. Basta solo questo esempio per capire un po’ tutto il resto.

Tutti i racconti sollecitano alla conoscenza delle passate situazioni e ad un confronto col presente stato di vita, con la notevole evoluzione che, specie in alcuni aspetti, si è verificata.

Il prof. Calogero Vetro, adesso in pensione, è un uomo dalla vita sempre riservata, ma con tantissimi amici ed estimatori; da tempo, pur senza rivestire mai cariche pubbliche sul piano amministrativo, è considerato uno dei punti di riferimento della città, uno stimato esponente della cultura cristiano-cattolica, della quale non ha fatto mai mistero, anzi ha sempre proclamato di esserne fiero, anche in tempi molto più difficili di quelli attuali, quando dichiararsi cattolico significava addirittura non essere considerato uomo di cultura.
Ma Lui, pur coltivando buoni rapporti con tutti, mai si è piegato a condizionamenti di alcun genere, perché ha sempre mostrato istintiva refrattarietà ad omologarsi alla cultura egemone di moda.
Uomo profondamente inserito nella realtà favarese, ha sempre vissuto e direttamente operato come docente nel delicatissimo campo della scuola e quindi dell’educazione.

Un campo questo che nel recente passato ha registrato, la pubblicazione di un suo prezioso libretto, edito dalle Paoline, dal titolo “educare in famiglia”; un titolo con l’iniziale minuscola, non per distrazione , ma per una scelta precisa, conseguente alla sua dichiarazione di considerare il suo scritto “semplici appunti”, e quindi sollecitare ad accostarsi con trepida attenzione al tema dell’educare soprattutto in famiglia, il cui ruolo è prioritario e determinante, prima che venga integrato dall’apporto delle altre agenzie educative.

Le radici della robusta formazione spirituale del prof. Calogero Vetro, da ragazzo e giovane, affondano all’ombra del campanile della Chiesa S. Vito, allora sotto la guida di un sacerdote dotato di particolare carisma, come don Giuseppe Seggio, punto di riferimento, per tanti, proprio tanti giovani intelligenti e vivaci.
Don Giuseppe Seggio di venerata memoria, del quale il prossimo 5 maggio 2019 ricorre il 50mo della sua assurda e tragica scomparsa.

Il prof. Vetro ha vissuto tutte le vicende religiose e socio-politiche di Favara, con attento spirito critico ed intelligenza d’amore.
Adesso con questo libro di “Storie”, ci dà una rilettura di questo particolare tessuto sociale favarese, filtrata dalla sua grande sensibilità culturale e dal suo attento ed affinato acume.

Diego Acquisto

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