Tre pilastri della pastorale

Notiziario di Telepace – martedì 25.05.2004

Tre pilastri della pastorale

servizio di don Diego Acquisto

Mentre si attendono le conclusioni ufficiali della 53° ASSEMBLEA CEI, che è appena terminata, gli osservatori più attenti delle problematiche pastorali, continuano a valutare gli interventi dei vari Vescovi e l’andamento generale dei lavori, con l’indirizzo impresso agli stessi dal cardinale Presidente. Si fa notare che nella sua prolusione, il cardinale Ruini è ritornato sul tema della parrocchia, ma, con qualche sorpresa, ha insistito di più sulla situazione della famiglia, che, ha detto, “è senza dubbio il più grande problema che condiziona il futuro della nostra amata nazione”. Alla famiglia e alla parrocchia, i vescovi hanno aggiunto il Direttorio sulle comunicazioni sociali.

I tre argomenti vengono così ad essere considerati come i “pilastri” di una nuova pastorale della Chiesa in Italia, chiamata a percorrere più efficaci cammini d’evangelizzazione.

La famiglia, purtroppo, ha aumentato in questi ultimi anni la sua fragilità. Separazioni e divorzio sono il segno crescente della sua debolezza, cui si aggiunge la paura dei giovani a contrarre unioni stabili nella fedeltà e con l’impegno della procreazione.

Non si possono certamente ignorare i notevoli ostacoli che inducono gli sposi a limitare la loro fecondità. Sono elementi d’insicurezza, di disagio e, non poche volte, di mancanza di casa o di lavoro. La famiglia, in questi ultimi decenni, è stata lasciata troppo sola ad affrontare difficoltà d’ogni genere, da quelle economiche a quelle psicologiche e morali. In queste ultime è coinvolta la Chiesa con la sua presenza e azione pastorale. Si tratta, infatti, di intervenire su “quegli aspetti personali e intimi e su quei fattori culturali che hanno un peso quanto mai grande”.

La convinzione che “generare dei figli per i genitori non è soltanto un diritto, ma anche un dovere di solidarietà sociale”, dovrebbe essere una positiva conquista culturale di oggi. Si è parlato molto sulla procreazione medicamente assistita, ma molto meno del dovere per chi i figli potrebbe averli ed invece non li ha.

 

Secondo pilastro, la parrocchia che dovrà essere, – è stato ribadito alla CEI,- integrata e missionaria. Integrata, in quanto nessuna parrocchia, può presumere di bastare a se stessa, missionaria perchè deve pensare ad attuare una specifica “pastorale d’ambiente”, che vada a cercare l’uomo e la donna là dove vivono.

Il documento presentato ai Vescovi italiani parla di “parrocchie” al plurale, prendendo atto delle diverse situazioni, ma ribadendo comunque sempre la convinzione che la parrocchia rimane la via della Chiesa italiana, perché radica la Chiesa in un territorio e perché le permette di avere un volto popolare”, punto di riferimento per tutti, vera “fontana del villaggio”.

 

Terzo pilastro, i media. Le comunicazioni sociali sono oggi indispensabili alla nuova evangelizzazione, per “l’inculturazione del Vangelo dentro i linguaggi mediatici “. Il Direttorio sui media propone anzi una nuova figura pastorale: l’animatore della comunicazione e della cultura, “una persona competente che, vivendo da cristiano, favorisca l’integrazione del messaggio cristiano nei media”. Quasi un nuovo ministero laicale per una più efficace penetrazione del Vangelo. I cristiani da passivi recettori devono passare ad essere protagonisti dei media, non solo con proprie produzioni ed edizioni, ma acquisendo anche un senso critico ed operando un fecondo discernimento su tutto.

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